Gli elefanti si estingueranno in 25 anni

ROMA – Se volete vedere un gruppo di elefanti sbucare dagli alberi, attraversare lentamente una radura e arrivare a una pozza d’acqua dove i piccoli giocano nel fango, è meglio che vi organizziate per tempo. Nell’arco di 25 anni questa esperienza potrebbe diventare impossibile. Gli elefanti saranno spariti per sempre dall’Africa. E’ lo scenario disegnato dai 29 paesi africani che fanno parte dell’African Elephant Coalition (Aec).

Se non ci sarà un cambio di rotta il massacro andrà avanti a un ritmo sempre più veloce: solo tra il 2010 e il 2012 sono stati uccisi oltre 100 mila elefanti e la popolazione è diminuita del 61% nell’arco di 33 anni. Restano meno di mezzo milione di elefanti africani. “Assieme a loro vengono uccisi i ranger che li proteggono e il traffico illegale dell’avorio finanzia il terrorismo destabilizzando intere aree”, accusa Azizou El Hadj Issa, ex ministro dell’Agricoltura del Benin e presidente del Council of Elders dell’Aec.

Ma ci sono segnali di cambiamento. In 5 anni 260 tonnellate di avorio sono state distrutte in 20 paesi: l’ultimo e più grande rogo è stato acceso dal presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, nell’aprile scorso nel parco di Nairobi bruciando 11 cumuli di zanne alti più di tre metri, quello che restava di circa 6.700 elefanti uccisi. Nel giugno scorso inoltre si sono schierati anche gli Stati Uniti: il governo federale ha varato il bando dell’avorio con poche eccezioni (oggetti antichi, trofei di caccia sportiva e un uso limitato negli strumenti musicali). La Cina, che è il maggiore mercato mondiale di avorio, ne ha vietato l’import e ha deciso di chiudere anche il mercato interno nell’arco del 2016. Che occorra cambiare lo dicono i numeri sulla compravendita legale di avorio che fa da traino al traffico illegale. Tra il 2008 e il 2012 sono usciti legalmente dai paesi africani 7.751 trofei di elefanti, 15.876 zanne, 161.407 chili di avorio. Per mettere fine a questo commercio, che è alla base della strage degli elefanti, 27 paesi africani supportano la richiesta di vietare in modo totale il commercio di avorio. Se ne discuterà alla riunione della Cites, l’organismo che tutela le specie in pericolo di estinzione, che si terrà a Johannesburg dal 24 settembre al 5 ottobre.

“Dopo l’apertura di Stati Uniti e Cina il nodo resta l’Unione europea”, spiega Ilaria Di Silvestre, dell’Eurogroup for animals. “La Commissione ha mandato al Consiglio una nota in cui consiglia di non supportare il passaggio di tutti gli elefanti africani nell’annesso 1 della Cites, cioè nel gruppo di specie protette nella maniera più rigorosa, con il divieto del commercio degli animali vivi o di loro parti. Ma la parola sta agli Stati membri e noi speriamo che alla fine l’Europa non decida di schierarsi contro l’Africa”.

“Quella del vertice di ottobre è l’ultima occasione per evitare la scomparsa di una specie simbolo”, aggiunge Gaia Angelini della Lega anti vivisezione. “Votare contro il bando del commercio di avorio vuol dire votare per l’estinzione degli elefanti”.

elefanti

L’allarme lanciato da 29 paesi africani che chiedono il bando del commercio di avorio.

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