Zejd è sordo e la classe impara una lingua nuova

Zejd ha sei anni e come molti ragazzini speciali come lui, aveva un po’ di paura di andare a  scuola, ma adesso non vede l’ora di andarci, la paura è scomparsa grazie ai sui compagni e alle sue insegnanti. Lo scorso settembre sua madre Mirzana lo ha accompagnato in una classe della prima elementare di Sarajevo, una scelta difficile, ma necessaria. Mirzana era consapevole del fatto che per lui non sarebbe stato affatto semplice integrarsi con gli altri bambini, dal momento che è sordo dalla nascita. Questo anche perché la sua maestra, Sanela Ljumanovic, non conosceva la lingua dei segni. Ma l’insegnante non è rimasta a guardare, e per assicurare al piccolo allievo delle ore liete ha deciso di ritornare anche lei tra i banchi di scuola, per imparare la lingua che le permettesse di poter comunicare con il piccolo Zejd, ma questo non le bastava. La sua grandissima voglia di fare e l’empatia che la caratterizza ha fatto scattare una molla dentro di lei ed in breve tempo il passo successivo è stato insegnare a tutta la classe il linguaggio utilizzato dal bimbo bosniaco in modo tale che Zejd potesse ‘parlare’ con tutti e non sentirsi affatto escluso. E così è stato. “Ora è davvero felice e motivato”, racconta sua madre Mirzana. Una favola così positiva da dare vita a un circolo virtuoso: contento per lo sforzo dei suoi compagni, Zejd sta pian piano imparando a leggere le labbra mentre i suoi amici, divertiti da quei gesti con le mani, dopo scuola stanno insegnando ai propri genitori tutti i segreti del linguaggio dei segni.

Questa storia ci ha colpito parecchio, per la voglia di fare dell’insegnante, ormai diventata maestra di vita e per l’innocenza della sua classe, decisamente fortunata ad avere una maestra e un compagno così speciali. Il mondo sarebbe davvero un posto migliore se tutti noi riuscissimo ad osservarlo con gli occhi di un bambino.

zejd

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